Dalla parte dei responsabili di negozio….anche loro sono esseri umani

E quest’anno a maggio ho festeggiato i miei primi 9 anni come responsabile di punto vendita! Sono una responsabile atipica che cerca di capire prima le esigenze familiari degli altri e poi le esigenze dell’azienda! Eppure capisco perché tanti miei colleghi si comportano in maniera diametralmente opposta. In nove anni ho cambiato 11 sedi di lavoro, le mie ferie sono state puntualmente fatte saltare da esigenze lavorative, ho lavorato dai 6 ai 7 giorni in una settimana spesso anche per 12/13 ore di fila. Quando mia sorella si è laureata io ero al lavoro ad 800 km di distanza, quando mia nonna è morta io ero al lavoro a 400 km di distanza, quando mio nipote è nato io ero al lavoro a 500 km di distanza. Non ho vita sociale perché quando conosco qualcuno e mi lego a lui vengo puntualmente trasferita e devo ricominciare da capo! Alla fine vivo tra un vestito ed un surgelato, eppure ancora capisco che non si vive per lavorare ma si lavora per vivere e se io ormai sono bruciata penso che almeno il mio personale abbia diritto ad una vita! Non sempre è facile: spesso mi scontro con l’intransigenza dei miei superiori che sostengono che se loro l’hanno fatto devono farlo anche gli altri…… e allora mi chiedo: di chi è la colpa di questa situazione allucinante? La risposta è semplice: la colpa è di quei clienti che pretendono, pretendono, pretendono senza però dare nulla in cambio……


Più consumi e meno cultura

– Lavoro in un negozio in un grande centro commerciale, da quando c’é stata la liberalizzazione delle aperture domenicali e festive la mia vita è cambiata totalmente. Il lavoro in negozio durante la settimana è diminuito perché la gente preferisce fare acquisti la domenica e i giorni di festa…La mia azienda non ha aumentato l’organico e il fatturato durante la settimana è crollato!!
Il giorno di pasquetta abbiamo incassato tantissimo!!! Mi sto rendendo conto che non c’è più rispetto per nessuno e per rispetto intendo anche quello nei confronti dei bambini che in un giorno di sole vengono costretti dalle proprie madri a vagare tutto il giorno nei negozi per finire a mangiare uno schifosissimo hamburger da mcdonald. Mi accorgo sempre più che la gente crede che tu sia strapagata come un medico perché lavori i festivi e si sente in dovere di misurare la tua pazienza stando un’ora per scegliere una maglia bianca o una nera…
Noi commessi siamo sottopagati rispetto al lavoro e ai turni stressanti che facciamo come stare in piedi circa sette ore consecutive senza mai potersi sedere, ascoltare gli insulti gratuti di clienti maleducati, sorridere sempre anche quando vorresti piangere perché qualsiasi cliente potrebbe essere una “mistery shopper” mandato dalla tua azienda per valutarti…
Sapete a che ora chiude di domenica il museo civico della mia città? Alle 17. Ieri sono andata alle 16 per visitarlo e in biglietteria mi è stato detto maleducatamente che avrei dovuto fare in fretta a visitarlo perché alle 17 si doveva chiudere. Questo non é il modo giusto per incentivare le persone ad avvicinarsi alla cultura. Così si aiuta solo la gente ad andare a visitare il centro commerciale. C è aperto 7 girni su7 dalle 9 alle 21.